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La testimonianza di Zosia - «Tre verità»

Mio padre è molto alto; ricordo come lo guardavo quando ero una bambina. Era perfetto. Portava dieci cartelle, sorrideva a tutti e preparava le patatine fritte per tutte le mie amiche. Non c'è da stupirsi che tutti intorno a me ripetessero quanto fossi fortunata ad avere un padre così straordinario. In effetti ero molto orgogliosa di lui, proprio come mia figlia ora è orgogliosa del suo nonno.

Questo padre meraviglioso aveva un altro volto di cui mi vergognavo, e non capivo come fosse possibile che quell'uomo forte giacesse sul tappeto, abbattuto dall'alcol. Non capivo cosa gli stesse accadendo: il giorno prima giocava con me e oggi io lo aspettavo, sapendo che sarebbe tornato tardi, puzzolente e forse urlando.

Non riuscivo a comprendere come quel padre comprensivo e affettuoso, all'improvviso, si esprimesse in modo volgare, insultasse mia madre e urlasse. Oggi ho più di 30 anni e capisco ancora molto bene quella bambina che amava suo padre e soffriva nel vederlo ubriaco. So che la mia infanzia ha plasmato la mia personalità, i miei pregi e i miei difetti. La mia maturazione continua, perché ogni giorno mi porta ad analizzare il mio comportamento e a conoscere la verità su me stessa.

Prima verità - Scoprire la mia femminilità

Per molto tempo non ho saputo perché i miei rapporti con i compagni fossero solo amichevoli, sempre a una certa distanza. Avevo amici solo nella cerchia dell'«Oasi» e non ci vedevo nulla di male. Appena percepivo un interesse più profondo verso di me, scappavo. Coprivo il mio corpo con gonne lunghe e camicette a maniche lunghe. Non volevo provocare nessuno. Il corpo della donna era per me associato al male, e a lungo non ho scoperto perché. Ci sono voluti molti anni per superare le parole di mia madre, che sospettava che mio padre avesse rapporti sessuali con altre donne. Pensavo che i rapporti sessuali nascessero da istinti primitivi.

Credevo che non fossero piacevoli, così mi proteggevo. Ho sempre pensato che i ragazzi avessero solo cattive intenzioni. Non volevo essere usata, sognavo un buon principe delle fiabe e ne facevo qualcuno di irraggiungibile. Alla fine ho incontrato qualcuno con cui non avevo paura di formare una famiglia. Oggi sono felicemente sposata, anche se attraverso delle difficoltà. Molte volte mi fa male rendere infelice mio marito come uomo, perché non mi comporto come una donna. So che la mia sfera sessuale è disturbata, ed è per questo che abbiamo sofferto molto insieme. Credo che ci sia speranza per noi, e gli anni di matrimonio dimostrano che l'unico rimedio efficace alle mie paure è il calore, la sensibilità e la comprensione di mio marito.

Seconda verità - Scoprire l'adulta

Vivere in una famiglia con problemi di alcol è il motivo per cui mi sono sempre impegnata così tanto. Ero un'attivista, prima all'università e poi al lavoro. Pensavo che l'affetto delle persone andasse guadagnato. Quando fallivo, bruciavo i miei ponti. Per moltissimo tempo non ho creduto nell'amicizia né nell'amore disinteressato. Non so quando ho scoperto che una persona matura deve affrontare la paura e accettare se stessa, accettare la realtà. Ho cercato di dimenticare le mie reazioni difensive dell'infanzia. Ho individuato i miei talenti, sento che mi sto sviluppando. Mi è difficile lavorare sul mio radicalismo, sul mio orgoglio e su tutte le forme di egoismo. Quando sento un'opinione negativa, vorrei fuggire e non prenderla su di me. La mia maturazione continua, ma non sono sola.

Terza verità - Sono la figlia amata di Dio

La verità che sono una figlia amata di Dio è sempre stata in me. Lo sapevo già da bambina, quando sentivo la mancanza del mio papà. So che quando piangevo, Dio piangeva con me, e che era Lui a riportare a casa mio padre ubriaco. Vegliava su di me e su di lui. Negli anni successivi mi ha permesso di sperimentare la Sua presenza. Ha operato meraviglie nella mia famiglia e nel mio matrimonio. Ha trasformato la dolorosa esperienza del tradimento in un ulteriore passo verso la maturità. Mi ha permesso di riscoprire il segreto del sacramento del matrimonio. Mi ha donato un amore che non è una parola vuota, né un'emozione, ma un sentimento di perdono e di durata.

Con tutto il cuore Lo ringrazio per il dono della maternità. So che solo grazie al Suo amore perfetto posso amare un'altra persona così tanto da poter dare la vita per lei.